Prestito del museo di Castel Sant’Angelo, soddisfatto Vannucci che aveva presentato un’interrogazione

GRADARA. La Rocca di Paolo e Francesca riavrà le sue armi. Balestre, spade, elmi, corazze. E anche alcuni cannoni. L’antica collezione Zanvettori tornerà in patria e, dopo le operazioni di restauro, verrà esposta nei locali della fortezza malatestiana. Un prestito temporaneo accordato dal Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, proprietario dei reperti finiti con il passare degli anni nei magazzini della galleria romana.

È il ministro per i beni e le attività culturali a comunicare all’onorevole Massimo Vannucci (Pd), che con un’interrogazione a Sandro Bondi aveva sollecitato il ritorno delle armi nel loro luogo di origine, che la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo museale della Città di Roma ha dato parere favorevole al prestito della collezione per un’esposizione temporanea.
«Missione compiuta, sono soddisfatto e ringrazio ministero e soprintendenza per la sensibilità dimostrata, anche durante l’incontro che abbiamo avuto le settimane scorse - commenta Vannucci -. Il ritorno a Gradara delle armi sarà l’occasione per valorizzare i pezzi con adeguati interventi di recupero e ammirare quindi la collezione restituita al suo antico splendore nel castello per il quale è stata forgiata».
Restauro di cui si occuperà, così come annunciato, il Comune di Gradara avvalendosi di sponsorizzazioni e finanziamenti privati. Non prima però che la Soprintendenza di Urbino ultimerà l’inventario e lo studio della collezione, le cui operazioni saranno coordinate da Daniele Diotallevi, esperto di armi antiche del ministero.
Suggestiva la storia delle armi della Rocca che il museo di Castel Sant’Angelo ha acquistato dall’ingegner Zanvettori nel 1927 pagandole 150.000 lire. A lungo la collezione è stata il nucleo fondante dell’Armeria, nelle sale monumentali. In seguito a successivi allestimenti degli spazi espositivi, parte delle armi è stata chiusa nei depositi del museo, dove giace tuttora.
Nel 2008 “la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche - scrive il ministero - ha proposto un progetto congiunto di studi e scambi tra le due Soprintendenze di Roma e Urbino per la schedatura e la ricognizione delle armi della collezione Zanvettori, nell’ambito del quale l’Amministrazione comunale di Gradara ha confermato la volontà di assumersi l’onere della movimentazione e del restauro a fini espositivi”.


ufficio stampa/milena bonaparte

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 05 Novembre 2009 16:03 )