“Le armi antiche tornino a Gradara”
Vannucci scrive al ministro Sandro Bondi, missione di salvataggio per la collezione in degrado a Castel Sant’Angelo
PESARO. Spade, balestre, asce, elmi, corazze. Una preziosa collezione di armi antiche dimenticata e in degrado nei magazzini del Museo nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma.
È il “tesoro di Gradara”, una raccolta di valore storico e artistico appartenuta a Umberto Zanvettori, ultimo proprietario della Rocca medievale prima della cessione allo Stato, per la quale è partita in questi giorni una missione di salvataggio. A lanciarla sono stati il sindaco della città di Paolo e Francesca, Franca Foronchi, e il parlamentare Massimo Vannucci (Pd) che invocano il ritorno dei preziosi reperti nel luogo di origine, “anche in forma di prestito”, e il recupero della collezione per realizzare mostre ed eventi divulgativi.
L’appello è rivolto al Ministro per i beni e le attività culturali. Un messaggio, contenuto nell’interrogazione presentata dal deputato pesarese Vannucci a Sandro Bondi, chiaro e forte: “Ci risulta che la collezione di Gradara non è mai entrata nel circuito espositivo di Castel Sant’Angelo ma è in giacenza nei magazzini del Museo perché necessita di restauro. Secondo numerosi storici e studiosi apparirebbe corretto che le armi tornassero nel luogo di origine, la Rocca di Gradara, che ha le caratteristiche per ospitare una mostra dei reperti”.
Tanto più che il Comune si assumerebbe “l’onere della movimentazione e del restauro a fini espositivi delle armi - fa notare Vannucci - sgravando così la Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico delle Marche che manterrebbe la responsabilità dell’operazione. Il recupero sarebbe inoltre l’occasione per realizzare uno studio sulla collezione Zanvettori. Ci sono anche sponsor interessati alla pubblicazione”.
Vannucci fa notare al ministro Bondi che sarebbe “opportuna una iniziativa del Ministero per coordinare gli uffici interessati con l’obiettivo di una positiva soluzione nell’interesse della cultura e del corretto utilizzo e della valorizzazione del nostro patrimonio storico”.
La Rocca di Gradara è proprietà demaniale dalla fine degli anni ‘20 e il museo della fortezza è gestito dalla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico delle Marche di Urbino. L’ingegner Umberto Zanvettori negli anni ‘20, prima che il monumento diventasse demaniale, per coprire le spese di ristrutturazione e pagare i debiti, ha ceduto allo Stato anche la collezione di armi antiche perché fosse destinata al museo di Castel Sant’Angelo. L’Amministrazione comunale di Gradara, appoggiata dalla Direzione della Rocca, dagli esperti, dalla Provincia di Pesaro Urbino e dalla Regione Marche, ha da tempo richiesto il prestito delle opere per la loro esposizione. La Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche di Ancona, con una lettera del 20 novembre 2008, ha assunto in questo senso l’iniziativa di avanzare a tutte le autorità interessate una proposta di recupero della collezioni di armi antiche del Museo nazionale di Castel Sant’Angelo di Roma, ex collezione Zanvettori, un tempo nella Rocca di Gradara.
ufficio stampa/milena bonaparte
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 17 Febbraio 2010 16:14 )




