Vannucci: "La manovra delle occasioni perdute"

L'effetto dei tagli lineari del Ministro Tremonti sulla Finanziaria
ROMA. Questo Governo ci aveva promesso che non ci sarebbero state più finanziarie omnibus e scopriamo di avere 250 commi in questa finanziaria; che non ci sarebbero stati più assalti alla diligenza e scopriamo centinaia di milioni in questa finanziaria che potremmo ricollegare a “clientes” della maggioranza. Questa finanziaria tappa semplicemente i buchi.
Con il decreto-legge n. 112 del 2008 si è tagliato indistintamente a tutti i Ministeri il 17 per cento della spesa, – parliamo dei famosi tagli lineari- sperando che ogni Ministro poi avrebbe provveduto a farsi la propria manovra finanziaria in modo virtuoso.
Così facendo si è tagliata la spesa buona e la spesa cattiva; Si sono tagliati i fondi della ricerca e quelli per l'università.
Le norme, che la maggioranza ha proposto in questa finanziaria nascondono invece quel che già è stato fatto! Nella scorsa legge finanziaria è stato inserito il provvedimento per il bonus famiglie che valeva 2 miliardi 400 milioni che vengono decurtati a 2,1 miliardi dopo il terremoto dell'Abruzzo. La relazione tecnica diceva che avrebbe raggiunto otto milioni di famiglie. Il risultato è che è stato percepito da nemmeno un milione di famiglie: la spesa effettiva è stata al di sotto di un miliardo. Quel miliardo e 300 milioni di euro è tornato nei saldi. Così è accaduto per la social card che, di fatto, ha impegnato un terzo della spesa prevista!
Oggi questa maggioranza si inventa il patto per il lavoro per la detassazione degli straordinari di produttività che costa 800 milioni ma se avverrà quel che è avvenuto in passato, sono quasi certo che quella somma non verrà impiegata.
E poi, destinare un miliardo di risorse e non vedere che la priorità principale che avremo nel nostro prossimo futuro sono coloro che perdono il lavoro, sono i cassaintegrati mentre qui si stanziano qualcosa come 800 milioni per la detassazione della produttività, è un'altra delle manovre fuori tempo. Allo stesso modo è fuori tempo la detassazione dello straordinario.
Gli altri fondi, l'edilizia carceraria, i 300 milioni alle scuole, il miliardo per l'ambiente, i 200 milioni per la ricerca: sono tutti presi dai Fondi per le infrastrutture, dai FAS, e quindi non c'è niente di nuovo.
Ora ci troviamo con una finanziaria di 8 miliardi 800 milioni che servono per tappare i buchi del decreto-legge n. 112 del 2008, quindi per coprire la spesa buona.
Dal nostro punto di vista, il grande taglio del decreto-legge n. 112 è servito per fare tre operazioni sostanzialmente: 1) perché servivano i soldi per togliere l'ICI ai proprietari di case; 2) perché servivano i soldi per condonare le quote latte a chi non aveva pagato le multe; 3) perché servivano i soldi a fare la scellerata operazione - che è stata fatta - Alitalia.
Sono i 10 miliardi che mancano ai cittadini più bisognosi di questo Paese. Sono stati utilizzati in questo modo. Ora si torna - è evidente - sulla spesa buona. Però quali sono le novità con cui il Governo finalmente riesce ad intervenire e a dare risposte?
Si destinano 584 milioni di Fondo sanitario nazionale. Cosa si voleva fare? Forse chiudere le ASL? Certamente era una spesa dovuta. Si destinano 400 milioni alla non-autosufficienza e 150 milioni alle politiche sociali perché gli erano stati tolti ma non si arriva mai ai livelli di prima.
Ugualmente, si destinano 200 milioni di euro alla ricerca ma, allo stesso modo, non si arriva ai livelli precedenti. Si restituisce l'ICI ai comuni: 1,6 miliardi di euro pur non essendo questo un atto dovuto.
Si interviene sul turnover, sul trattamento economico necessario per i lavoratori della sicurezza: questa è una novità, ma mi sembra una risposta ancora piccola e inadeguata. Si fa il differimento, che costa 170 milioni di euro, per i contributi in Abruzzo, ma non si riesce invece a fare quanto i nostri Governi riuscirono a fare per Umbria e Marche, creando disparità. E poi le missioni internazionali, gli impegni internazionali, il 5 per mille, il Fondo di solidarietà all'agricoltura, i libri di testo: si tratta di misure che già erano previste prima di questa finanziaria, prima del decreto-legge n. 112 del 2008.
I 400 milioni di euro da restituire all'università sono meno di quelli che sono stati tagliati; mentre i 130 milioni alle scuole private ci sono sempre stati. I 400 milioni di euro per l'autotrasporto finanziano norme che ci sono da sempre.
L’artefice di questa finanziaria è un Ministro dell’economia che copia dal passato e che copia anche male. Ha copiato la norma sul TFR che era stata scoperta dal Ministro Padoa Schioppa, comprendendo che non avrebbe prodotto immediatamente debito. Tuttavia l'ha copiata male, perché il nostro Governo la usò almeno per gli investimenti, mentre ora la si usa per la spesa corrente. Da citare che si attingono dal TFR quelle risorse, ma che poi si dovrà pur pagare il trattamento di fine rapporto dei lavoratori
Va ricordato che questa maggioranza si scagliava contro il nostro Governo definendolo il Governo del “deficit spending”: va ricordato che per 5 miliardi 200 milioni questa è una manovra in deficit.
Il nostro disegno alternativo era completamente diverso: l'ordine nostro di priorità partiva dai redditi, partiva dalle famiglie, partiva dalle persone a basso reddito, partiva dall'occasione che davamo anche alle imprese di far riprendere una domanda interna.
Non ci è stata data possibilità di intervento perché vi è stato un paradossale dibattito in Commissione in quanto non è stato nemmeno possibile correggere gli errori materiali più marcati, quelli più evidenti. Questa blindatura in Commissione, questo metodo, «ammazza» il Parlamento, «ammazza» il confronto, «ammazza» la democrazia, produce provvedimenti sbagliati e parziali.
Non è stato possibile discutere di tante questioni, una per tutte, quella della cedolare secca.
Avevamo proposto un emendamento che diceva di cominciare da quest'anno con la cedolare secca, dalle nuove costruzioni: da adesso in poi chi costruisce, chi si impegna per dieci anni ad affittare il proprio immobile o a ristrutturare il proprio immobile, può accedere al 20 per cento. Sarebbe stato anche un modo per far ripartire l'edilizia, per invitare la gente a ristrutturare le abitazioni. Avrebbe avuto una copertura di pochi milioni di euro all'anno, perché sarebbe stata progressiva, non un colpo grande, che per le casse dello Stato sarebbe stato difficile. Tuttavia, non si è potuto discutere.
Così come per quel che riguarda la norma sbagliata sull'editoria; è successa la stessa cosa: norma non condivisa da nessuno, incontro dei direttori di giornali tutti d'accordo sul fatto che la norma è sbagliata e verrà cambiata in un prossimo provvedimento, però si approva un provvedimento con una norma sbagliata.
Questa dunque è la furbizia, questo modo di operare imbavagliando il Parlamento, gli effetti speciali, i fuochi pirotecnici che si lanciano in questa grande macchina comunicativa che ha questo Governo e questa maggioranza, ma la gente non li traduce in realtà. Si dice tuttavia al Paese: che è stato dato un bonus ad otto milioni di famiglie. Non è vero: è falso. I cittadini facciano i conti in tasca.
Vorrei paragonare il nostro Ministro dell'economia e delle finanze al protagonista de L'uomo delle stelle. È un film del 1995 di Giuseppe Tornatore; il protagonista va in giro per la Sicilia del dopoguerra e fa provini falsi a pagamento, alimenta speranze, promette, spaccia illusioni, promette fama ma quando i cittadini si accorgono che era tutto falso, lo inseguono: gli italiani ancora una volta se ne accorgeranno dopo questa legge finanziaria inefficace, insufficiente, che non coniuga, come si dovrebbe invece, rigore e sviluppo, perché il rigore non c'è e la manovra non va verso lo sviluppo.

Gli effetti dei tagli lineari del ministro Tremonti. "Una finanziaria fuori dal tempo"

ROMA. Questo Governo ci aveva promesso che non ci sarebbero più state finanziarie "omnibus" e scopriamo invece che nella legge ci sono 250 commi; che non ci sarebbero più stati assalti alla diligenza e scopriamo centinaia di milioni che potremmo ricollegare a “clientes” della maggioranza. Questa finanziaria è semplicemente una finanziaria "tappa buchi".

(articolo uscito su "Europa" del 22 dicembre 2009)

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Niente fondi per la Valmarecchia

Bocciato dalla Camera l’emendamento alla Finanziaria presentato da Massimo Vannucci (Pd)
PESARO. «Neanche un euro per il passaggio della Valmarecchia in Romagna, silenzio totale dei parlamentari della Lega che si erano presentati come i paladini della secessione». È deluso e preoccupato l’onorevole Massimo Vannucci (Partito democratico), reduce dall’apertura del dibattito sulla legge Finanziaria. L’aula di Montecitorio ha bocciato l’emendamento presentato dal deputato pesarese per introdurre misure economiche straordinarie utilizzabili per gestire il passaggio dei sette comuni marchigiani di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello in provincia di Rimini. Un appello caduto nel vuoto, dunque, quello lanciato più volte dai presidenti della Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci e della Regione Emilia Romagna Vasco Errani e perorato in parlamento dal deputato Vannucci. “Nessuno è in grado di pagare un onere così alto come quello della secessione - è pensiero comune -, che secondo alcune stime potrebbe ammontare ad alcuni milioni di euro, e non è giusto che la spesa ricada sulle popolazioni, specie in questo difficile momento di crisi economica”.
Ma il Governo ha detto “no” al fondo straordinario e a qualsiasi altra misura. «Si pensava che il problema economico creato dalla legge per il passaggio dei sette comuni venisse affrontato nella prima Finanziaria utile - commenta con rammarico l’onorevole Vannucci -. Così non è stato. L’emendamento dava la possibilità alla Provincia di Rimini di derogare al patto di stabilità fino a un massimo di cinque milioni di euro per gli oneri maggiori che deve assumersi l’Amministrazione per il passaggio. Si intendeva creare un fondo al ministero dell’Economia da utilizzare fino a un massimo di cinque milioni di euro e da desti nare in base alla determinazione del commissario preposto agli enti delle Marche e dell’Emilia Romagna per gli onerosi adempimenti».
L’attacco politico al Governo “sordo e insensibile” è anche un affondo contro i partiti, Lega Nord in prima fila, che “si erano spesi per il passaggio dei sette comuni”.
«Propaganda, solo propaganda - stigmatizza il silenzio in aula dei parlamentari di centrodestra Massimo Vannucci -. Un comportamento spregiudicato, quello della maggioranza, che assume impegni e poi non rispetta i patti».
La preoccupazione, tra Marche e Romagna, è ora tanta perché «la legge sulla secessione - sottolinea l’onorevole Vannucci - creerà notevoli problemi a tutto il territorio, in particolare alla Valmarecchia, dove ci vorranno anni per risolvere le emergenze della zona che, in questo passaggio, vedrà una battuta di arresto difficilmente recuperabile».

Bocciato dalla Camera l’emendamento alla Finanziaria presentato da Massimo Vannucci (Pd)

PESARO. «Neanche un euro per il passaggio della Valmarecchia in Romagna, silenzio totale dei parlamentari della Lega che si erano presentati come i paladini della secessione».

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Tornano a Gradara le antiche armi

Prestito del museo di Castel Sant’Angelo, soddisfatto Vannucci che aveva presentato un’interrogazione

GRADARA. La Rocca di Paolo e Francesca riavrà le sue armi. Balestre, spade, elmi, corazze. E anche alcuni cannoni. L’antica collezione Zanvettori tornerà in patria e, dopo le operazioni di restauro, verrà esposta nei locali della fortezza malatestiana. Un prestito temporaneo accordato dal Museo nazionale di Castel Sant’Angelo, proprietario dei reperti finiti con il passare degli anni nei magazzini della galleria romana.

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Massimo Vannucci: «La Fano-Grosseto arteria strategica, il completamento non è più rinviabile»

Appello bipartisan di tutti i parlamentari marchigiani al ministro Matteoli

Conferenza stampa
Lettera al ministro Infrastrutture e trasporti
Interrogazione dell'onorevole Vannucci

 

“Scuole piccoli comuni, patrimonio da salvare”

Decreto salva precari, approvato ordine del giorno di Massimo Vannucci che impegna il Governo a considerare una priorità gli istituti primari delle aree periferiche e montane

PESARO. “Le scuole dei piccoli comuni e dei paesi di montagna sono una ricchezza da salvare”. Lo ha affermato l’onorevole Massimo Vannucci (Partito democratico) con un ordine del giorno, approvato dalla Camera dei deputati, che impegna il Governo a tenere conto della priorità degli istituti primari delle zone decentrate negli interventi previsti dal decreto “salva precari”.

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Piccoli comuni, la legge riprende l'iter alla Camera

L'onorevole Massimo Vannucci (Pd) fa il punto sulla normativa e si augura una rapida approvazione

La proposta di legge bipartisan di Realacci-Lupi e molti altri parlamentari, che ha lo scopo di favorire misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, ha ripreso il suo iter alla Camera dei deputati.

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"Spero venga assegnato ai salvatori delle opere danneggiate dal terremoto d'Abruzzo”

Approvata la legge Vannucci per il riconoscimento nazionale del “Premio Rotondi”

PESARO. “L’Arca dell’arte è diventato un premio nazionale, mi auguro che la prima edizione sia dedicata a chi si è impegnato nel salvataggio delle opere finite tra le macerie del terremoto in Abruzzo”.

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“Le armi antiche tornino a Gradara”

Vannucci scrive al ministro Sandro Bondi, missione di salvataggio per la collezione in degrado a Castel Sant’Angelo

PESARO. Spade, balestre, asce, elmi, corazze. Una preziosa collezione di armi antiche dimenticata e in degrado nei magazzini del Museo nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma.

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